M’imbatto poco fa in questa notizia di Repubblica di qualche giorno fa, dai toni obiettivamente trionfali, e non posso non chiedermi che cosa intendano dire. Che i vaccini proteggano dalla malattia lo sappiamo da novembre. A dire il vero è l’unica cosa che sappiamo con ragionevole certezza: negli studi clinici tutti i vaccini di cui disponiamo sono in grado di ridurre chi più chi meno la probabilità di covid sintomatico di qualsiasi gravità (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3943206542393416).Purtroppo la notizia di Repubblica è dietro ad un paywall, per fortuna tuttavia ci pensa il Corriere del Ticino a fornire i dettagli (https://www.cdt.ch/…/i-vaccinati-hanno-3-volte-meno…). Scopriamo così nell’ordine:

  • (i) che la notizia fa riferimento ai dati più recenti del programma REACT-1 che in UK fin dal 2020 registra i contagi in vari studi basati sull’adesione volontaria di decine di migliaia di persone (https://www.imperial.ac.uk/…/resear…/groups/react-study/), dati riferiti a un solo mese;
  • (ii) che la notizia originale NON parla in alcun modo di covid bensì di contagi: positività al SARS-CoV-2, no malattia;
  • (iii) che la protezione consiste in una positività di 1,21% nei non vaccinati e di 0,40% nei vaccinati. Poco più di un positivo su 100 nei non vaccinati, poco meno di 1 positivo su 200 nei vaccinati. In termini di efficacia relativa fa 66%, ovvero nei vaccinati c’è il 66% in meno di positivi. In termini di efficacia assoluta fa 0,81%, ovvero il rischio di diventare positivi si riduce con il vaccino dello 0,81%. Il che significa che bisogna vaccinare 123 persone per avere un caso in meno di positività al SARS-CoV-2 nell’arco di un mese.

Positività, no covid sintomatico, ospedalizzazione, ecc. Ora, questi dati sono plausibili: lo studio Pfizer ad esempio considerava i covid sintomatici e ci ha dato un’efficacia relativa del 95%, un’efficacia assoluta di circa lo 0,85% e un numero di persone da vaccinare per avere un covid sintomatico in meno nell’arco di due-tre mesi di 114. Ci sta. Qualsiasi farmaco nel mondo reale funziona meno che negli studi clinici. Ci sta quindi il 66% dei dati REACT-1 sulle positività, ci sta un’efficacia assoluta di 0,81%, ci sta un numero di vaccinati per avere una positività in meno di 123.Numeri discreti, che confermano una qualche utilità dei vaccini che ci diciamo da sempre e che altrettanto confermano che i vaccinati si contagiano. In misura significativa e con una differenza non poi così straordinaria rispetto ai non vaccinati. Quindi chi ritiene di essere molto esposto consideri la vaccinazione, chi ritiene di non esserlo faccia quello che lo fa sentire più tranquillo. E nel frattempo preoccupiamoci di curare il covid che può colpire chiunque, vaccinati e non (e guariti).E magari Repubblica e vari altri quotidiani che hanno pubblicato a titoli di scatola potrebbero essere un po’ più precisi nel dare le notizie, presentandole in modo che il lettore sia in grado di comprendere di che cosa si sta parlando.

Autore dell’articolo: Dr. Marco Cosentino

Fonte: profilo Facebook Dr. Marco Cosentino

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